Aldo Celle

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ALDO CELLE

 

Figlio d'arte. Il padre Gino fu pittore pluripremiato e pluriaccademico H.C.

Autore in diverse mostre personali ed innumerevoli collettive in Italia ed all'estero.

Grande viaggiatore, ha visitato buona parte del mondo ed ha vissuto come residente tre anni a Kuala Lumpur (Malesia), ed un anno a Liverpool, U.K.

Presidente e Direttore Artistico della associazione di artisti La Tela di Genova e Presidente della associazione onlus La Tela ODV che, in collaborazione con l’Istituto di Salute Mentale della Val Bisagno, opera nel campo dell’Arte Terapia.

In qualitá di opinionista ha collaborato con la rivista d'arte Expoart.

Creatore delle opere tridimensionali "Polivisuali" - opere che mutano a seconda dell'angolo di visualizzazione, che consentono una notevole potenzialità narrativa e simbolica con spunti di Arte Concettuale, Arte Cinetica, Spazialismo e scomposizione delle forme -  Celle può dirsi un teorico dell’arte con finalità sociale per il recupero della cultura popolare, dei valori umani, della rivalutazione delle minoranze etniche, della integrazione, della sostenibilità  attraverso il linguaggio trasversale delle immagini che consentano il dialogo tra Pubbliche Amministrazioni e cittadinanza. E' coordinatore nazionale della mostra itinerante di opere realizzate con materiali di scarto Riarteco: il riconoscimento al rifiuto, nonché co-creatore dell’omonimo movimento artistico.

Diversi critici hanno espresso apprezzamenti per le sue opere, tra cui, si citano Giorgio Grasso, Azzurra Immediato, Patrizia Sommella, Giorgio Vulcano, Maria Galasso, Daniele Radini Tedeschi, Roberto Garbarino, Mattea Micello e Vittorio Sgarbi. Lo stesso Maestro Michelangelo Pistoletto ha riscontrato, nella costruzione dei suoi Polivisuali, una analogia con il concetto espresso dal Terzo Paradiso. L’opera polivisuale “Solo l’Arte ci può salvare” fa parte della collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea MAAM di Roma. Il 5 marzo 2019 ha eseguito una performance “live” (con diretta Facebook) presso il Museo di Arte Contemporanea Macro Asilo di Roma, realizzando un’opera Polivisuale sul tema del monitoraggio dell’inquinamento marino tramite le tartarughe “Caretta Caretta”. L’opera e gli schizzi sono stati donati ad ’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) per illustrare le conferenze sugli ecosistemi marini. Roberto Garbarino scrive: “Tra i suoi obiettivi la partecipazione emotiva, culturale ed intellettuale dello spettatore.... e la ricerca continua…”.

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Inuit (Esquimesi) vita tra i ghiacci”Olio spatolato su strisce di legno di recupero – misu